Oboe

Strumento a fiato ad ancia doppia con corpo in legno e una stretta cameratura ad andamento conico. L'oboe fu inventato dai musicisti francesi Jean Hotteterre e Michel Philidor intorno alla metà del XVII secolo, modificando la più potente bombarda (lo strumento ad ancia doppia allora maggiormente diffuso) utilizzata generalmente per esecuzioni all'aperto. L'oboe di Hotteterre e Philidor, detto hautbois (che in francese significa "legno alto", o "forte") aveva una cameratura più stretta di quella della bombarda, un corpo in tre pezzi in luogo di uno e un'ancia più piccola. Dal XVIII secolo, molte orchestre cominciarono a utilizzare una coppia di oboi. I primi strumenti di questo tipo possedevano sette fori di diteggiatura e due chiavi. Nel corso del Settecento cominciarono a diffondersi i modelli a quattro chiavi. Nel secolo successivo furono aggiunte altre chiavi, che raggiunsero le 15 e oltre; inoltre furono ridisegnati i fori di diteggiatura e la cameratura. Gli oboi della scuola francese, i più utilizzati ai nostri giorni, possiedono una cameratura piuttosto stretta e un suono assai penetrante. Gli strumenti di scuola tedesca, usati oltre che in Germania, a Vienna e nelle zone culturalmente legate a questa città, hanno un suono più dolce e una cameratura più larga. L'estensione dell'oboe moderno è di due ottave e mezzo a partire dal si bemolle sotto il do centrale. Händel, Haydn, Mozart, Beethoven, Schumann e Nielsen sono alcuni dei compositori che hanno scritto lavori nei quali l'oboe è protagonista.